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Tecnologia e design, la prospettiva europeaLe interviste di Chiara Benedettini ai principali System Integrator europei
Tecnologia e design:
tutto dipende da una comunicazione tempestiva
Attraverso le interviste della serie Technology & Design: un equilibrio possibile, abbiamo avuto l'opportunità di andare oltre i confini nazionali: a ISE 2026 abbiamo incontrato Conner Turner, Senior AV Designer di Twisted Pair, system integrator in rapida crescita con sede a Portsmouth, nel Regno Unito, attivo in area EMEA e negli Stati Uniti.
Il business principale è la tecnologia per gli ambienti di lavoro, con una crescente attenzione agli spazi multifunzionali: un obiettivo raggiungibile attraverso una stretta collaborazione con architetti e designer.
Da Convene London alla sede EMEA di Uber, fino ai campus europei di Adobe, tra LED di nuova generazione e intelligenza artificiale, il futuro degli spazi è già in costruzione.
Chiara Benedettini – Per conoscerci meglio, potresti raccontarci un progetto rappresentativo del tuo lavoro in Twisted Pair?
Conner Turner – Citerei senz'altro la collaborazione con Adobe, un cliente storico con cui lavoriamo da anni su scala europea. Li supportiamo nello sviluppo dei loro standard tecnologici, affrontando temi che spaziano dalla logistica agli spazi per le riunioni, dalla privacy alla sicurezza. Li assistiamo anche nei loro programmi di aggiornamento tecnologico sul lungo perido. È una collaborazione molto stretta, che ci vede lavorare fianco a fianco anche con architetti e interior designer. Un altro progetto di cui sono particolarmente orgoglioso è quello per la National Gallery di Trafalgar Square a Londra, per il quale mi sono occupato della progettazione, specifiche tecniche, programmazione,mintegrazione commissioning, in un periodo di 18 mesi. Un progetto di cui sono davvero fiero, che quest'anno ha ricevuto due nomination agli AV Awards e una nomination agli InAVation Awards 2026.
CB – Abbiamo già accennato al rapporto con architetti e designer...
CT – Quando entrano in gioco elementi custom, vincoli architettonici o requisiti specifici legati alle finiture e alle dimensioni, è essenziale sedersi al tavolo con i professionisti dell'architettura e del design fin dalle primissime fasi del progetto. Se questo non avviene, i problemi si moltiplicano e lo stress ricade su tutti: i designer, gli integratori, il general contractor. L'AV viene spesso considerato troppo tardi, e a quel punto ci si ritrova a dover adattare i sistemi o a spostare infrastrutture già installate. La comunicazione precoce è tutto, e purtroppo non è sempre facile da ottenere. Fortunatamente il mercato si sta muovendo in questa direzione: ci sono brand e progettisti che sviluppano soluzioni sempre più flessibili, pensate per integrarsi armoniosamente negli spazi. Ho visto alcune cose molto interessanti in questo senso qui in fiera.
1.-5. London, Overbury, Lazards ©SAMPHILLIPSPHOTO
CB – La tecnologia è complessa, come la si rende accessibile a tutti?
CT – È proprio per questo che è fondamentale venire coinvolti il prima possibile: visitare i siti, incontrare le persone, capire cosa vogliono davvero ottenere. Non si tratta solo di installare tecnologia, ma di comprendere le reali esigenze degli utenti e costruire soluzioni attorno a quelle. Inoltre, è fondamentale approfondire i casi d'uso specifici e comprendere i requisiti particolari - e come gli spazi più complessi vengono utilizzati sia dal punto di vista logistico che funzionale.
CB – E qual è il ruolo del system integrator nella polifunzionalità?
CT – La ricetta è analoga: l'integratore deve essere presente nelle conversazioni con i produttori e i brand che plasmano il mercato AV. Partecipo a molti panel proprio per questo motivo, per portare la voce di chi utilizza questi prodotti ogni giorno e contribuire a orientare lo sviluppo di soluzioni che rispondano meglio alle esigenze reali. È un dialogo che sta dando i suoi frutti. E poi, come fondamento di tutto, c'è sempre l'infrastruttura di rete: una connettività solida è il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi spazio davvero flessibile.
CB – Qui a ISE, ha visto tecnologie o tendenze che pensa ci accompagneranno nel futuro prossimo?
CT – Le due tecnologie che mi aspetto domineranno il futuro prossimo sono l'intelligenza artificiale e il LED. L'IA è particolarmente interessante per il nostro settore perché può semplificare la calibrazione dei sistemi e supportare la programmazione, con un impatto enorme sull'efficienza operativa. Il LED, d'altra parte, è un mercato in continua crescita e in rapida evoluzione: qui alla fiera ho visto alcune soluzioni double-side molto interessanti, che consentono di sostituire i display tradizionali e ottenere risultati completamente personalizzati. Le ultime generazioni di pannelli LED non richiedono nemmeno la ventilazione, il che apre possibilità di design prima impensabili. E poi ci sono i diffusori architettonici, che riescono a combinare performance audio e design in forme quasi scultoree. La tecnologia sta diventando parte sempre più integrante del design... e viceversa!
1.-5. London, Overbury, Lazards ©SAMPHILLIPSPHOTO