La tecnologia?

Può essere semplice e intuitiva, grazie a un buon progetto 

 
Circa il 70% delle attività di Alive Technology, system integrator francese con sede a Turcoing nella regione Hauts-de-France, riguarda il settore corporate, con progetti che spaziano dalle piccole sale riunioni fino a sale conferenze, auditorium e aule didattiche. L’altro settore chiave è la formazione, soprattutto per gli aspetti audiovisivi: sonorizzazione, videocamere e riprese in sale corsi e aule didattiche. Abbiamo incontrato Nicolas Bernard, Direttore Generale di Alive Technology, a ISE 2026: la tecnologia, ci ha detto, è "il problema del progettista", chiamato a tradurre le esigenze dell'utente in soluzioni concrete.

 

Chiara Benedettini - Ci può raccontare un vostro progetto che rappresenti al meglio il vostro approccio?

Nicolas Bernard - Direi le sedi aziendali, dove solitamente ci occupiamo dell’integrazione completa dei sistemi audiovisivi e delle reti. Dalla lobby dove inseriamo l’audio per eventi e speech, alle sale riunioni di ogni dimensione, fino agli spazi direzionali modulabili e agli auditorium, pensiamo ogni ambiente con l’obiettivo di offrire funzionalità e versatilità. In alcuni casi realizziamo anche studi TV interni per webinar o streaming di qualità.

Un esempio recente riguarda un’azienda francese per la quale abbiamo realizzato circa 80 sale per riunioni, tra cui quattro modulabili. A Parigi abbiamo curato anche la sede di una multinazionale inglese sugli Champs-Élysées, che ci ha commissionato 50 sale riunioni, un auditorium e uno spazio polifunzionale per gli eventi. Abbiamo inoltre lavorato con diversi studi legali di alto profilo, per loro solitamente realizziamo ambienti digitali premium in collaborazione con architetti, alle volte anche piuttosto quotati. 

 

CB – Come affrontate l’integrazione tra tecnologia e design nei vostri progetti?

NB – Credo sia fondamentale definire i partner con i quali realizzarla. Noi siamo specialisti nell’audiovisivo, il designer o l’architetto ha le sue competenze, così come il fornitore di arredi: combinare le professionalità in modo intelligente ci permette di creare soluzioni funzionali e gradevoli per il cliente. Il risultato non è solo esteticamente migliore, ma spesso anche più pratico e vantaggioso dal punto di vista economico.

Nella nostra esperienza è importante arrivare al progetto con un team già consolidato e coordinato, così la tecnologia non sarà un elemento aggiunto, ma si integrerà con gli spazi e il design complessivo, generando valore reale per chi li utilizza.

 

Chiara Benedettini – Oggi si parla sempre più di esperienza d’uso. Cosa è per voi?

NB – Il mio ruolo è rendere la tecnologia semplice da usare. Dico sempre ai clienti che la tecnologia non è il loro problema, ma il nostro. Devono raccontarmi come intendono usare gli spazi e poi trasformiamo queste esigenze in soluzioni tecnologiche.

 

Nicola Franceschi – Come mostrare le potenzialità della tecnologia a interlocutori non esperti in materia?

NB - Non ci limitiamo alle parole: abbiamo una showroom a Tourcoing, una delle più grandi in Francia, di oltre 2.000 mq e con sale di diverse dimensioni, dove mostriamo tutte le tecnologie in azione. I clienti possono sperimentarle direttamente, provare il loro uso nella pratica e comprendere immediatamente come la tecnologia faciliti il loro lavoro. Cerchiamo di trasferire il concetto che la tecnologia funziona e può essere semplice e intuitiva.

1.-5. The Deep è il più grande centro espositivo sulla vita marina del Regno Unito.

Visual Display ha progettato e installato cinque sistemi immersivi utilizzando dispositivi hardware GeoBox per l'elaborazione di video e immagini.

NF – L’integrazione tra infrastrutture tecnologiche e arredo può aiutare a creare spazi flessibili e riconfigurabili?

NB – Osserviamo che la polifunzionalità è uno degli obiettivi principali delle aziende, perché tutti cercano di ottimizzare gli spazi e ridurre i metri quadrati. La chiave spesso è proprio rendere un ambiente flessibile: uno spazio pensato per un uso specifico può trasformarsi rapidamente per altri scopi. Ad esempio, una caffetteria o un ristorante aziendale può diventare un’area per eventi, con grandi schermi, microfoni e altre tecnologie integrate.

Lavorare in questo modo significa combinare arredo e tecnologia fin dalle prime fasi, così che ogni elemento dello spazio possa cambiare funzione senza richiedere interventi complicati. È una questione di progettazione lungimirante, che permette di rispondere alle esigenze mutevoli delle aziende e dei team.

 

CB – Siamo a ISE: avete osservato segnali di un crescente dialogo tra la tecnologia e il design?

NB – Quest’anno ho effettivamente notato un approccio sempre più integrato tra tecnologia e arredo. Prendiamo ad esempio le aule o le sale riunioni: oggi i podi attrezzati e le scrivanie divengono veri e propri hub tecnologici, con microfoni, schermi e connessioni incorporate. Tutto ciò che serve all’utente è già presente, pronto all’uso. Dal lato delle tecnologie ho notato prodotti sempre più intelligenti e modulabili, pensati per adattarsi ai diversi contesti senza interventi strutturali complessi… mi sembra un segnale del fatto che la tecnologia sta diventando parte integrante del design degli spazi.

 

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6.-7. Al Ragdale Hall, conosciuta e apprezzata SPA nel distretto di Melton nel Leicestershire,

Visual Displays ha progettato e installato un sistema di proiezione a 360 gradi con audio immersivo, collocato nella sala Thought Room.